giovedì 13 dicembre 2018

le Geminidi di Dicembre

Anche gli apparecchi elettronici e il web ci vengono incontro...
e sostiene il nostro percorso
quando non riusciamo a ricordarci tutto...
offrendoci ottimi spunti per fare approfondimenti.

Il doodle di google è stato davvero simpatico


con poche e semplici immagini è stato chiaro nell'esprimere il fenomeno





e noi abbiamo accolto e documentato.



vi lascio con un Link
Astronomitaly

mercoledì 12 dicembre 2018

Il DNA in Tasca

Un altro Laboratorio proposto dal Museo della Scienza di Milano.



DNA in tasca

Raschiare, separare, estrarre: con enzimi, sapone e spazzolini mettiamo in provetta i due metri di DNA che sono presenti in ogni nostra cellula.
Ora ci divertiamo...

Estrazione di DNA Vegetale: il Kiwi
Sappiamo che le cellule vegetali hanno all'esterno una parete che protegge la membrana e dà rigidità alla cellula, quindi, per estrarre il DNA che, come sappiamo si trova all'interno del nucleo della cellula, dovremo prima rompere la parete cellulare oltre alla membrana cellulare.
Si taglia a piccoli pezzi i kiwi.
Per rompere al parete cellulare abbiamo bisogno di una sostanza acida (succo di limone che spruzzeremo sui pezzetti di kiwi) e poi macinare; inoltre aggiungiamo spruzzate di detersivo dei piatti per intervenire sulla parte grassa (fosfolipidi di membrana) che ha potere sgrassante. Si aggiunge sale fino da cucina (Cloruro di Sodio, Na+Cl) e si riprende a macinare. Il clururo di sodio viene utilizzando per la sua carica positiva  e le proprietà affini al DNA, funge da calamita e lo lega una volta uscito dal nucleo e dalla membrana cellulare.
Si filtra il tutto grazie a della carta assorbente (che non ha collanti ma solo cellulosa e talco); si attendono 30 minuti, necessari alla filtrazione per caduta.




A questo punto il sodio si dovrebbe legare al DNA.
Si aggiunge (molto delicatamente per non rompere le catene di zuccheri - basi azotate) dell'etanolo concentrato, cioè Alcool, che avendo carica negativa si legherà al sodio trascinandolo fuori dalla soluzione.
Ora è possibile osservare dei filamenti bianchi in sospensione, che sono le eliche del DNA del kiwi.



Proseguiamo con l'estrazione del DNA Animale (noi) 
Per le cellule animali, non avendo la parete cellulare, si può procedere direttamente con una soluzione di sapone diluita che viene posta all'interno di una provetta graduata richiudibile.
Grazie ad uno scovino citologico preleviamo, all'interno della nostra bocca, le cellule necessarie.
Per liberare l'elica del DNA che è costituita da zuccheri (le basi azotate citosina -guanina e adenina-timina) abbiamo bisogno di eliminare le proteine che si avvolgono intorno creando una specie di gomitolo, tramite gli enzimi protoelitici, le proteasi che aggiungiamo alla nostra provetta. Perché la reazione avvenga è necessario riscaldare e muovere la provetta (grazie a un termomixer che scalda a 37,2°C e crea un movimento rotatorio).





Ora si aggiunge il cloruro di sodio diluito e si fa girare nuovamente la provetta per dodici volte. Travasato il contenuto della provetta in un'altra di vetro si aggiunge una uguale quantità di etanolo concentrato.
Anche qui si osserva comparire i filamenti di DNA in sospensione.




Davvero scientificamente magico.




mercoledì 5 dicembre 2018

Spazio ed Energia

Il nostro percorso al Museo della Scienza a Milano continua...


e questi gli argomenti trattati

Energia sostenibile

Cosa si intende quando si parla di fonti e consumi di energia? Come e da dove arriva l’energia che utilizziamo ogni giorno? Scopriamo come produrla e come utilizzare fonti rinnovabili, come trasferirla e accumularla in modo efficiente e cosa significa metterla in rete.

Sono stati usati oggetti vari (piccoli ventilatori, lucine led, radioline...) collegati a generatori di energia elettrica che utilizzano fonti rinnovabili: piccoli pannelli fotovoltaici, un generatore eolico (azionato a sua volta dall'aria di un ventilatore elettrico), una dinamo.






Simulazione di una Centrale Idroelettrica


Spazio: ieri, oggi e domani

Perché andiamo nello Spazio? Percorriamo la storia dell’esplorazione spaziale da Galileo alle più recenti missioni. È un’avventura fatta di sogni, strumenti scientifici d’avanguardia e personaggi straordinari.



martedì 4 dicembre 2018

Laboratori Teatro alla Scala di Milano


Oggi un'altra magia...
tutta particolare, calata nella realtà del"dietro le quinte" del Teatro alla Scala.
Maestranze che sembrano arrivare da un altro tempo, che non siamo più abituati a vedere con facilità: veri artisti, creativi della scenografia e tutto ciò che ne comprende (falegnami, scultori, sarti, pittori, fabbri...).

Qualche cenno storico indicato dalla guida.





e...

All'interno è vietato fotografare...
ma in rete si trovano foto e video che vi aiutano a capire
... anche se dal vivo è proprio un'altra 'Storia'.
Semplicemente meraviglioso.









Una lunga fila di Maquette (modello in scala, rappresentazione tridimensionale o bidimensionale in scala realizzata allo scopo di valutarne le caratteristiche estetiche e/o funzionali) fa viaggiare l'immaginazione.
Questo ne è un esempio, ma nei video sotto riportati è possibile intravederli.


Per avere questi risultati.




Date un'occhiata.














sabato 1 dicembre 2018

La storia di Mina - David Almond

Vi ricordate la lista di libri suggerita nel post QUI?
Letture per ragazzi


Già le prime righe avevano sorpreso piacevolmente e incuriosito
... si raccoglievano, dalle prime pagine, entusiastiche impressioni...

e... queste le emozioni lasciate al termine delle ultime parole.

Come mamma posso proprio dire che Mina è lì nel suo cuore.

Leandro ha voluto lasciarne traccia.

"La storia di Mina" per me è un libro fantastico.
Mina è una ragazzina che deve affrontare tanti problemi nella vita, ma riesce sempre a trovare un modo per risolverli e tirarsi su.
Mina per me è stata come una amica.
Ci sono stati momenti in cui sono stato felice, sono stato triste, sono stato arrabbiato e sono stato allegro insieme a lei.
Mi sono sentito benissimo quando l' ho letto.
Vi consiglio con tutto il mio cuore, prendetelo e spero che vi sentiate come mi sono sentito io.
Quando lo leggerete vi sentirete liberi.



Questa, invece, la recensione trovata su 
Le Letture di Biblioragazzi


La prima volta in cui abbiamo incontrato Mina in Skellig la sua testa sbucava dal muro che dava sul vicoletto e la sua voce domandava a Michael “Sei tu quello nuovo?”. In quel libro Mina era la bambina stramba che non andava a scuola, che spiegava a Michael a cosa servono le scapole, che lo chiamava dolcemente “uomo misterioso” e che condivideva con lui il segreto di Skellig nella rimessa. Ora David Almond ci regala un prequel in cui parla di questa ragazzina nelle poche settimane che precedono la sua conoscenza con Michael (il “Sei tu quello nuovo?” chiude infatti questo nuovo romanzo) e lo sguardo sulle case di Falconer Road cambia prospettiva, restituendoci lo sguardo di Mina sull’intorno, sulla casa sfitta, sui nuovi arrivati. Il libro è un diario, un grosso quaderno in cui la protagonista esordisce dicendo Mi chiamo Mina e adoro la notte e continua lasciando che il diario cresca come crescono i pensieri, gli alberi, gli animali e la vita. Mina racconta episodi della sua vita, riflette sulla natura e sul mondo che la circonda, riporta gli epiteti con cui i compagni la sbeffeggiano e la etichettano, mette in fila le domande che le frullano in testa. Mina scrive sul tavolo della cucina mentre le sue sculture di creta cuociono nel forno insieme ai dolci. Scrive sull’adorato albero su cui si arrampica e su cui passa moltissimo tempo. Scrive di giorno e scrive di notte. Ci dice del nido dei merli e del suo unico giorno alla scuola speciale, delle passeggiate con la sua mamma e della nostalgia del suo papà, della difficoltà di farsi degli amici e del coraggio che bisogna darsi qualche volta; ci descrive persone e sensazioni e gli uccelli di cui è appassionata. Balla la ridda con Max (sì, uno dei suoi libri preferiti di sempre è proprio Nel paese dei mostri selvaggi!!!). Mette in fila poesie, racconti in cui compare in terza persona, un fantastico buffissimo nonsense e di tanto in tanto suggerisce delle attività straordinarie come “scrivere una frase che riempia una pagina intera” oppure “portate a spasso una linea” o ancora “fermatevi sotto un lampione. Danzate e brillate sotto il cono di luce”. C’è chi dice che Mina sia matta. Mina è paradossale, assurda, così attenta e sensibile alla bellezza del mondo (quella dei minimi particolari, quella della voce degli alberi, del colore azzurro delle uova dei merli, dello splendido suono di certe parole) da gridare al suo lettore: Fermati a guardare la sconvolgente strabiliante fantastica incredibile magnifica sbalorditiva meravigliosa stupenda bellissima bellezza del nostro mondo.
Ecco, una così probabilmente o la ami o la detesti. O ne rimani affascinato o pensi che sia pazza e passi ben lontano dal suo albero. Una così non sai dove aspettartela, ti sembra folle come Eloise quando corre tra i corridoi del Plaza, come Olivia con i suoi vestiti tutti rossi. La leggi e ti dici che un giorno anche lei si pettinerà davanti a una finestra lasciando cadere i suoi capelli nel vento perchè le cince li possano usare per costruire il nido, come Stargirl. La leggi e pensi ai lunghi discorsi o ai lunghi silenzi intrisi di tutto che si possono scambiare lei e Ida B., con il loro comune amore e dialogo con gli alberi. Mina è semplicemente disarmante. Perché dice quello che pensa. Perché sa leggere negli altri e sa che non è affatto necessario sapere tutto di una persona per amarla e capirla. Mina è uno sguardo a cui non puoi sottrarti, davanti a lei non puoi negare quanto certe cose siano vere, quanto altre siano fantastiche, basta uno sguardo e ti mette a nudo e tutto appare per quel che è. Mina è la voce che chiama la primavera, che ti sussurra la bellezza del mondo. Mina è fantasticamente illogica, e siccome  – come ha scritto Marcus Sedgwick – tutti incontriamo una Mina almeno una volta nella vita, l’augurio è che sappiate salire sul suo albero e conquistare la vostra illogicità.