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sabato 30 aprile 2016

La Scrittura nel Mondo Antico

Nella cornice di una Como annuvolata...



Un viaggio all'interno della scrittura, dagli albori della civiltà fino al periodo storico, passando attraverso i geroglifici egizi fino all'età classica Greco Romana.
Dove e quando nasce la scrittura, quali erano i supporti maggiormente utilizzati?
Come si scriveva nelle diverse epoche?
Dalle incisioni su pietra alle tavolette cerate, dalla carta di papiro agli ostraka greci.


Così... dopo un breve excursus storico...
e un giro per i reperti...






Ci siamo cimentati, come gli antichi...
A scrivere...

Con i geroglifici come gli antichi egizi.





... il greco antico...



Antica lingua della Gola Secca (locale comasca)... Leponzio.
con incisioni...


infine...
Latino Antico su tavolette cerate come piccoli alunni romani...



martedì 18 giugno 2013

Stampatello minuscolo a merenda...

Non vedevo l'ora di arrivare a questo punto...
L'anno scorso, ai tempi della neo mamma homeschooler pazza alla ricerca smodata di spunti e risorse, trovai un post che mi piacque al punto da non dimenticarmi di fare questo passaggio...

Ricordo di aver letto questo blog dall'inizio alla fine perché mi affascinava molto
MIOFIGLIOASCUOLANONCELOMANDO

Così ho pensato di introdurre lo stampatello minuscolo come suggerito... un vero spasso.

Vi riporto la favola che racconta perché è davvero simpatica e rende l'idea del lavoro poi svolto da noi.


"...in un paese lontano lontano una maestra, bella e buona , che si chiamava Bianca, questo era il suo nome e di cognome faceva Farina. Quando era piccola molti bambini l'avevano presa in giro per via di quel suo nome che scritto così "farina bianca" la faceva sembrare una cosa da mangiare. Comunque, anche se la ragazza aveva molto sofferto per quel suo nome questo non le aveva impedito di crescere bella e buona. Due cose amava Bianca, la lettura e il pane.Un giorno un ragazzo che le piaceva molto (quasi come il pane) le si avvicinò e le dichiarò il suo amore, Bianca era felicissima, stava quasi per dire si quando pensò di chiedergli come si chiamava. "Guido Sacchetti" rispose il ragazzo e la povera bianca impallidì. Bianca Farina in Sacchetti sarebbe stato il suo nome da sposata. No, no, no, non si poteva proprio fare, avrebbero di nuovo cominciato a prenderla in giro, avrebbero riso pure i suoi alunni a scuola. Bianca disse di no al suo innamorato e si chiuse in casa a soffrire per amore. A nulla valevano i fiori, le lettere d'amore e i cioccolatini che Guido le mandava, Bianca era irremovibile. Finché un giorno al ragazzo non venne in mente di regalarle qualche cosa di così bello che Bianca non avrebbe potuto rifiutare. Andò dal panettiere e si fece fare tanti panini quante erano le lettere dell'alfabeto, a forma di lettere dell'alfabeto (maiuscole naturalmente) . Così avrebbe regalato a Bianca il pane da leggere.
La ragazza non riuscì a rifiutare il dono, era emozionata e le mani le tremavano quando accettò il paniere delle lettere.
Fu probabilmente a causa di quell'emozione che, volendolo portare in cucina, Bianca inciampò.
Le letterine di pane caddero a terra, alcune si ruppero, altre no, ma la ragazza nel tentativo di riordinare quel buonissimo alfabeto fu illuminata da un idea...
Prese le letterine rotte e girandole fra le dita trovò che avevano senso anche così, e che da allora le avrebbe scritte (e insegnate) per distinguere i nomi delle cose e quelli delle persone, perchè il suo cognome FARINA non fosse più una cosa ma un nome proprio, di lei sola.
Da quel giorno i bambini impararono a scrivere le letterine piccole e quelle grandi per andare a capo e per distinguere i nomi comuni dai nomi propri e ... Bianca Farina si sposò con l'amato Guido Sacchetti ma nessuno li prendeva più in giro, altrimenti avrebbe fatto la figura dell'ignorante".

La scelta è stata difficile sull'elaborazione delle letterine... perché una volta cotte sarebbe stato complicato modificarle dai cocci rimasti, non tutte avrebbero preso la forma adeguata. Così...
Questa è la mia soluzione.
Dunque all'opera... impastiamo il pane e attendiamo che lieviti.

...costruiamo prima le nostre lettere in stampatello Maiuscolo...


Ora arriva lo spasso... 
La favola racconta di letterine di pane che cadendo si rompono... Le nostre non sono ancora cotte così le possiamo modificare facilmente dopo la loro caduta.
E' stato divertentissimo, ogni lettera fa un gran volo e una volta arrivata sul tavolo, come per magia, si staccano pezzi o si arrotondano...
Il tutto è molto teatrale... uoooo, spotusc...
Piano, piano il nostro alfabeto si trasforma. E ne approfittiamo anche per imprimerne i simboli su carta...


Il pane cuoce e il profumo si espande per la casa. Facciamo merenda?
Letterine e marmellata. "Ottima idea, mamma!"

Mmm, che bontà. Mamma, ora mi mangio la m... e io la f... ora tocca a...
E' stata una merenda davvero speciale ed entusiasmante...
una merenda come mai fatta!!!
Leandro è stato in grado di riconoscerle quasi tutte ;).

Non siamo riusciti quasi a smettere, ho dovuto pregarli di lasciarne qualcuna al papà.

venerdì 15 febbraio 2013

Le Favole dell'ALFABETO

Finalmente... abbiamo terminato l'alfabeto!
Secondo il metodo pedagogico steineriano, quando si insegnano le lettere bisogna farlo attraverso la favola raccontata...
E, per noi, ogni lettera deve avere una sua storia speciale.
Si inizia, in prima,  con lo stampatello maiuscolo che è il carattere più vicino al disegno, per poi passare, in seconda allo stampato minuscolo e al corsivo successivamente.
Le vocali sono le prime ad essere presentate, ma questo con qualsiasi metodo ho visto.
Ecco a loro, alle vocali intendo, va dedicata un'attenzione particolare perché devono essere associate ad un sentimento... un sentimento che l'uomo può esperire, si cerca di cogliere lo stato d'animo.
Per esempio la A si può associare alla meraviglia,  energica affermazione di sé nella I e così via...

Il metodo di presentazione si esplica dal racconto della favola il primo giorno, il disegno della favola il secondo giorno e lo svelamento della lettera il terzo giorno. Non vi nego che spesso ho accelerato i tempi facendo tutto in soli due giorni e a volte in uno.
Questo potrebbe causare confusione, il mio topolino all'inizio confondeva la O con la U per aver adottato questo metodo più veloce. Ma poi con l'allenamento tutto si sistema.

Tornando al nostro alfabeto.
Mentre per le consonanti si può prendere spunto dal regno animale e non solo e considerare per esempio il movimento che evoca la lettera. Le consonanti devono suscitare l'immagine di eventi esteriori o di oggetti.
Io ho trovato difficoltà in questo perché il mio canale preferenziale per fare esperienza è quello visivo, la mia memoria è visiva e quello che ricordo è un fotogramma che riesco a descrivere nei dettagli. Mi rendo conto che potrebbe non essere così per i miei figli, magari loro usano preferibilmente il canale uditivo o tattile, non so... ma sono anche dell'idea che comunque quello immaginativo sia un canale importante. Poi non bisogna trascurare che la lettera deve essere l'iniziale della parola che scegliamo, ma questo credo proprio sia scontato.
Ovviamente, mi sono affidata alle mie esperienze perché è attraverso queste che posso costruire qualcosa di efficace e così ho fatto. Nel senso che le lettere dovevano prendere spunto dal disegno e stilizzandolo avrebbe appunto fatto notare la lettera stessa.
Mi spiego meglio...
La lettera L è di Leone e il disegno raffigura un leone seduto che con il corpo e la cosa formano una L. Oppure la R è rappresentata da una rana che con il corpo e le zampette ricorda la lettera stessa, e così via...

Vi lascio degli spunti perché magari possano essere utili, io ne avrei avuto bisogno all'inizio, in seguito, una volta preso il ritmo, tutto diventa più facile.
Titolo e una breve descrizione perché credo sia importante che ognuno possa attingere dalle proprie esperienze personali, dallo stile di vita all'interno della famiglia, delle preferenze dei bambini, dai propri sogni e... dunque molto variabili.

La A di Angelo.
Un angelo che si rivela una notte per fare un dono alla bambina Anna. Gli regala la felicità con immensa gioia della bambina.


La E di Elfo, e la magia del suo risveglio. La raccolta della rugiada di prima mattina per potersi dissetare.


La I di Irene, l'ultima di tre figli di una bellissima regina, alla quale piace toccare il cielo salendo sulla cima della montagna più alta e salutare la valle gioiosa.


La O di Olga, la secondogenita della regina, che ama portare in dono alla madre dei mazzi di fiori di campo.


La U di Ugo, il primogenito, con il potere della guarigione attraverso le erbe mediche, ne va in cerca attraverso gole di montagna affrontando vari pericoli.


La M di Montagna, una casetta molto speciale con una splendida vista.


La R di Rana, che all'arrivo della prima pioggia danza, canta e si diverte, non avendone mai fatto esperienza prima.


La F di Farfalla, il bruco che non trova più i suoi amici finché anche lui non diventa una splendida farfalla.


La L di Leone, il re saggio della foresta che deve vegliare sugli altri animali e regnare con dedizione e onore.


La Z di Zattera, costruita da una famiglia avventurosa capitata su un isola deserta.
Peccato, non trovo il disegno.

La T di Trottola, una trottola speciale che essendo diversa nella forma veniva derisa ma si prende la sua rivincita vincendo il palio della città.


P di Palma, una palma molto particolare e preferita dal re leone perché gli fa ombra nei suoi momenti di riflessione.


B di Botte, creata appositamente per nascondere i tesori dei pirati.


N, la letterina Z che decide di imparare a fare la verticale diventando così una N.


S di Serpente, una famigliola con colori differenti e ognuno con una particolare caratteristica che li rende unici e speciali.


V di Valle, la valle fiorita che emana profumi particolari in grado di guarire l'anima delle persone.


D di Dinosauro, che dovette sedersi sul suo enorme sederone per riuscire a mangiare i frutti degli alberi.


C di Coda, di un cane che ce l'aveva di un colore fuori dal comune da renderlo unico.


G di Gatto, il dormiglione che assumendo una posizione particolare aveva il potere di far realizzare i sogni dei bambini.


Q di Quadrante, che amava la velocità e  far schizzare la sua lancetta fino al massimo.


Per la lettera H non abbiamo intenzione di produrre disegni, per il momento, essendo una lettera muta... vedremo poi.

Certo, nelle scuole steineriane non funziona proprio in questo modo. Infatti su www. lapappadolce.net potrete trovare una storia molto lunga. Ma come dicevo prima, una persona deve sentire propria l'esperienza e poter far parte del mondo della spontaneità. Inoltre, in questo modo, i topolini si sono trovati bene con delle piccole favole (una paginetta) e la loro attenzione è sempre stata viva grazie alla brevità.


Buon divertimento...