lunedì 16 gennaio 2023

E.T. – l’incanto che attraversa il tempo

 


Entrare al MIC di Milano per la mostra dedicata a E.T. è stato, per me, come varcare una porta invisibile tra passato e presente. C’era la me bambina, quella che guardava il film con gli occhi pieni di stupore, e c’era la me di oggi, che vede mio figlio fermarsi incantato davanti agli stessi occhi grandi e lucidi dell’extra-terrestre più famoso della storia.


Non era solo una mostra, ma un viaggio dietro le quinte: bozzetti, modelli in argilla, parti meccaniche, prototipi. Ogni forma raccontava un momento del processo creativo: l’immaginazione che diventa disegno, il disegno che diventa materia, la materia che prende vita. Abbiamo osservato curiosi, quasi increduli: “Quindi E.T. lo hanno… costruito?”.

 




E' incredibile! A volte i personaggi che ci sembrano reali nascono dalle mani, dai fili, dalla fantasia di qualcuno che ci ha creduto davvero.

Quello che mi ha emozionata di più non è stato solo E.T. in sé, ma il racconto del come è nato. L’idea, i tentativi, le prove, gli errori, fino a quando un pezzo di gomma e ingranaggi è riuscito a far commuovere il mondo. E mentre lo vedevo, mi è tornata alla mente quella frase: “Telefono casa”. Chissà perché, da bambina, mi faceva tremare il cuore.


  

Uscendo, ho sentito che quel personaggio non appartiene solo a una generazione, ma a chiunque sappia lasciarsi toccare da ciò che è speciale, autentico, imperfetto e profondamente umano.

E.T. non è davvero un alieno. Secondo me è un ricordo, un sentimento, un legame invisibile tra chi eravamo e chi siamo adesso.

 


mercoledì 11 gennaio 2023

Viaggiare il mondo… dal nostro tavolo di casa

 


Ogni tanto arrivano strumenti che sembrano fatti apposta per accendere quella scintilla negli occhi dei bambini. Con Deliberate Travel è successa esattamente questa magia: un piccolo pacchetto arrivato per posta, pieno di colori, mappe, carte illustrate e attività… tutto rigorosamente in inglese.

Non è il “classico” materiale scolastico. È più simile a un invito a partire: apri la busta e già senti un po’ di vento del Nord, il profumo delle alghe islandesi o il richiamo dei castelli gallesi.
E poi ci sono le cartoline, quelle vere, fisiche, che sembra quasi di poter seguire lungo il loro viaggio fino alla nostra cassetta della posta.

Mentre guardavo il tavolo riempirsi di schede, matite e curiosità, ho pensato che forse l’apprendimento funziona proprio così: una porta che si apre quasi per caso, mentre disegni una bandiera che non hai mai visto o cerchi su Google dove si trovi davvero il territorio Sámi.


Nelle foto c'è tutto questo:

un viaggio in Islanda che parte da un puffin disegnato a mano;
il Galles, con i suoi castelli e i simboli che prendono vita a colpi di matita;
la Lapponia, esplorata seguendo i colori della bandiera e i confini del grande Nord.


E intanto l’inglese, senza sforzo, entra nelle mani prima ancora che nella mente: si legge per capire, si parla per raccontare quello che si sta scoprendo.

È un modo leggero, eppure profondissimo, di incontrare il mondo.

Un passo alla volta.
Un paese alla volta.
Una cartolina alla volta.

E chissà, forse un giorno quei luoghi non saranno più solo sui fogli… ma sotto ai nostri piedi.