martedì 4 dicembre 2018

Laboratori Teatro alla Scala di Milano


Oggi un'altra magia...
tutta particolare, calata nella realtà del"dietro le quinte" del Teatro alla Scala.
Maestranze che sembrano arrivare da un altro tempo, che non siamo più abituati a vedere con facilità: veri artisti, creativi della scenografia e tutto ciò che ne comprende (falegnami, scultori, sarti, pittori, fabbri...).

Qualche cenno storico indicato dalla guida.





e...

All'interno è vietato fotografare...
ma in rete si trovano foto e video che vi aiutano a capire
... anche se dal vivo è proprio un'altra 'Storia'.
Semplicemente meraviglioso.









Una lunga fila di Maquette (modello in scala, rappresentazione tridimensionale o bidimensionale in scala realizzata allo scopo di valutarne le caratteristiche estetiche e/o funzionali) fa viaggiare l'immaginazione.
Questo ne è un esempio, ma nei video sotto riportati è possibile intravederli.


Per avere questi risultati.




Date un'occhiata.














sabato 1 dicembre 2018

La storia di Mina - David Almond

Vi ricordate la lista di libri suggerita nel post qui?
Letture per ragazzi


Già le prime righe avevano sorpreso piacevolmente e incuriosito
... si raccoglievano, dalle prime pagine, entusiastiche impressioni...

e... queste le emozioni lasciate al termine delle ultime parole.

Come mamma posso proprio dire che Mina è lì nel suo cuore.

Leandro ha voluto lasciarne traccia.

"La storia di Mina" per me è un libro fantastico.
Mina è una ragazzina che deve affrontare tanti problemi nella vita, ma riesce sempre a trovare un modo per risolverli e tirarsi su.
Mina per me è stata come una amica.
Ci sono stati momenti in cui sono stato felice, sono stato triste, sono stato arrabbiato e sono stato allegro insieme a lei.
Mi sono sentito benissimo quando l' ho letto.
Vi consiglio con tutto il mio cuore, prendetelo e spero che vi sentiate come mi sono sentito io.
Quando lo leggerete vi sentirete liberi.



Questa, invece, la recensione trovata su 
Le Letture di Biblioragazzi


La prima volta in cui abbiamo incontrato Mina in Skellig la sua testa sbucava dal muro che dava sul vicoletto e la sua voce domandava a Michael “Sei tu quello nuovo?”. In quel libro Mina era la bambina stramba che non andava a scuola, che spiegava a Michael a cosa servono le scapole, che lo chiamava dolcemente “uomo misterioso” e che condivideva con lui il segreto di Skellig nella rimessa. Ora David Almond ci regala un prequel in cui parla di questa ragazzina nelle poche settimane che precedono la sua conoscenza con Michael (il “Sei tu quello nuovo?” chiude infatti questo nuovo romanzo) e lo sguardo sulle case di Falconer Road cambia prospettiva, restituendoci lo sguardo di Mina sull’intorno, sulla casa sfitta, sui nuovi arrivati. Il libro è un diario, un grosso quaderno in cui la protagonista esordisce dicendo Mi chiamo Mina e adoro la notte e continua lasciando che il diario cresca come crescono i pensieri, gli alberi, gli animali e la vita. Mina racconta episodi della sua vita, riflette sulla natura e sul mondo che la circonda, riporta gli epiteti con cui i compagni la sbeffeggiano e la etichettano, mette in fila le domande che le frullano in testa. Mina scrive sul tavolo della cucina mentre le sue sculture di creta cuociono nel forno insieme ai dolci. Scrive sull’adorato albero su cui si arrampica e su cui passa moltissimo tempo. Scrive di giorno e scrive di notte. Ci dice del nido dei merli e del suo unico giorno alla scuola speciale, delle passeggiate con la sua mamma e della nostalgia del suo papà, della difficoltà di farsi degli amici e del coraggio che bisogna darsi qualche volta; ci descrive persone e sensazioni e gli uccelli di cui è appassionata. Balla la ridda con Max (sì, uno dei suoi libri preferiti di sempre è proprio Nel paese dei mostri selvaggi!!!). Mette in fila poesie, racconti in cui compare in terza persona, un fantastico buffissimo nonsense e di tanto in tanto suggerisce delle attività straordinarie come “scrivere una frase che riempia una pagina intera” oppure “portate a spasso una linea” o ancora “fermatevi sotto un lampione. Danzate e brillate sotto il cono di luce”. C’è chi dice che Mina sia matta. Mina è paradossale, assurda, così attenta e sensibile alla bellezza del mondo (quella dei minimi particolari, quella della voce degli alberi, del colore azzurro delle uova dei merli, dello splendido suono di certe parole) da gridare al suo lettore: Fermati a guardare la sconvolgente strabiliante fantastica incredibile magnifica sbalorditiva meravigliosa stupenda bellissima bellezza del nostro mondo.
Ecco, una così probabilmente o la ami o la detesti. O ne rimani affascinato o pensi che sia pazza e passi ben lontano dal suo albero. Una così non sai dove aspettartela, ti sembra folle come Eloise quando corre tra i corridoi del Plaza, come Olivia con i suoi vestiti tutti rossi. La leggi e ti dici che un giorno anche lei si pettinerà davanti a una finestra lasciando cadere i suoi capelli nel vento perchè le cince li possano usare per costruire il nido, come Stargirl. La leggi e pensi ai lunghi discorsi o ai lunghi silenzi intrisi di tutto che si possono scambiare lei e Ida B., con il loro comune amore e dialogo con gli alberi. Mina è semplicemente disarmante. Perché dice quello che pensa. Perché sa leggere negli altri e sa che non è affatto necessario sapere tutto di una persona per amarla e capirla. Mina è uno sguardo a cui non puoi sottrarti, davanti a lei non puoi negare quanto certe cose siano vere, quanto altre siano fantastiche, basta uno sguardo e ti mette a nudo e tutto appare per quel che è. Mina è la voce che chiama la primavera, che ti sussurra la bellezza del mondo. Mina è fantasticamente illogica, e siccome  – come ha scritto Marcus Sedgwick – tutti incontriamo una Mina almeno una volta nella vita, l’augurio è che sappiate salire sul suo albero e conquistare la vostra illogicità.

mercoledì 28 novembre 2018

Il Punto diventa Linea e Forma

Finalmente dal vivo...
Il laboratorio artistico con Paola e Ilona, ci ha riservato tante sorprese
...non che non me lo aspettassi, ma loro sono davvero super

Questa volta ci hanno catapultato nel mondo delle Linee e delle Forme.
Artisti che ne sono rappresentanti

Alexander Calder







Jean Dubuffet





Paul Klee




non poteva mancare la mitica Linea



Ma come dicevo...
loro sono straordinarie
e abbiamo tantissimi spunti di approfondimenti
riferimenti storici
Musicali
e bibliografici.






Si parte dal Punto

Un percorso didattico che ha come fulcro l'arte: la Storia dell'Arte, gli Artisti e l'arte il generale.

Grazie a due super mamme Homeschoolers che hanno ideato, progettato il corso...
Grazie Paola, grazie Ilona.

Noi non abbiamo potuto partecipare al primo incontro : il Punto (il primordio)
così, sulla base di alcune indicazioni, ci siamo rimessi in carreggiata.

Il Puntinismo.
Già ci appassiona...


La visione di qualche opera
con George Seurat
troviamo i suoi quadri davvero belli!
Colori che si mescolano grazie ai loro accostamenti.





e Paul Signac




...la storia di questo movimento artistico (nato in Francia) che ha come punto di partenza l'Impressionismo del nostro amato Monet


E poi... Arte Aborigena Australiana.
caratterizzata dal Punto come elemento principale





...prove pratiche...
noi abbiamo fatto un mix tra la straordinaria tecnica del puntinismo e la semplicità dell'arte aborigena australiana ;)




Vi lascio un link davvero interessante: Zebrart

lunedì 26 novembre 2018

Elisir d'Amore - Teatro alla Scala

Poche parole:
dubbi...
Sorpresa.

Piacevolmente soddisfatti, compiaciuti, sollazzati.





Poi
un po' di Storia...





E perché no?!
anche un Libro
Magia dell'Opera
Alla scoperta del melodramma
L'Elisir d'Amore 
d Gaetano Donizetti
Curci Young



Chi è il Compositore (biografia)? Come si mette in scena un'opera?
Creare i Costumi, spartiti musicali...
e... Musica.