venerdì 16 febbraio 2024

Robotland. Un futuro che ci ha già raggiunti

 


Entrare a Robotland è un po’ come varcare una soglia temporale… con la sorpresa di scoprire che dall’altra parte non c’è il futuro, ma qualcosa che, in realtà, è già qui.

Robot che rispondono, che imitano i gesti, che interagiscono con naturalezza. Macchine che non stanno dietro a un vetro, ma chiedono attenzione, dialogo, curiosità. In certi momenti sembrava quasi di assistere a una scena quotidiana di domani — salvo poi rendersi conto che quel “domani” è già parte del nostro presente.

Tra luci, installazioni immersive e robot di ogni forma, la sensazione dominante non era stupore fine a sé stesso, ma una domanda silenziosa che aleggiava nell’aria: quanto siamo già dentro questo cambiamento senza accorgercene?
La tecnologia qui non è raccontata come fantascienza, ma come evoluzione concreta, fatta di tentativi, errori, prototipi e intuizioni che hanno già lasciato il segno.

 

C’era entusiasmo, certo. Mani che volevano toccare, occhi che seguivano ogni movimento meccanico, risate davanti a robot che sembravano quasi “imbarazzati”. Ma anche momenti più quieti, di osservazione, in cui il confine tra umano e artificiale diventava meno netto di quanto ci si aspetterebbe.

Questa mostra, così distante dalle precedenti per tema e atmosfera, ha avuto proprio questo valore: mettere a confronto due estremi del tempo. Da una parte la storia dell’evoluzione, dall’altra una tecnologia che corre veloce, forse più veloce di quanto riusciamo a raccontarla. E in mezzo, lo sguardo di chi cresce dentro tutto questo, con una naturalezza che spesso spiazza noi adulti.


Robotland non dà risposte definitive. Non dice se sia giusto o sbagliato, se sia troppo o troppo poco. Si limita a mostrare, a far vivere l’esperienza. E forse è proprio qui la sua forza: lasciare spazio alle domande, quelle vere, che non hanno bisogno di essere risolte subito.

Si esce con la sensazione di aver fatto un passo avanti… o forse semplicemente di aver preso atto che quel passo lo abbiamo già fatto, senza nemmeno accorgercene.




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